John Ball, il prete guerriero
John Ball: il prete che accese il fuoco della rivolta
In un’Inghilterra devastata dalla peste e oppressa dalle tasse, quando la rabbia covava nei campi e nei villaggi, la voce di un uomo si levò potente e chiara: John Ball, il prete che sfidò l’ordine feudale e osò parlare di uguaglianza in un mondo governato da re, nobili e vescovi.
Chi era John Ball?
Nato intorno al 1338, John Ball non fu mai un chierico ordinario. Era un predicatore itinerante, spesso scomodo, che criticava apertamente la corruzione della Chiesa e metteva in discussione le rigide divisioni sociali dell’epoca. Predicava nelle piazze e nei mercati, parlando la lingua della gente semplice, e lanciava domande provocatorie come:
“Quando Adamo zappava ed Eva filava, chi era allora il signore?”
Con questa frase semplice ma esplosiva, Ball metteva in discussione il diritto divino dei nobili a comandare, sostenendo che tutti gli uomini erano uguali davanti a Dio.
Il cuore della rivolta
Nel 1381, una nuova tassa imposta da Riccardo II fece traboccare il vaso. I contadini del Kent e dell’Essex si sollevarono, guidati da Wat Tyler. Durante la marcia verso Londra, liberarono John Ball dalla prigione. Fu lui a dare voce e senso alla rivolta: i suoi sermoni accendevano gli animi, parlavano di libertà, dignità e giustizia sociale.

Per un momento, sembrò che il mondo potesse davvero cambiare. I ribelli entrarono a Londra, costrinsero il re a trattare, incendiarono palazzi e giustiziarono funzionari odiati. Ma fu un’illusione di breve durata.
Tradito e ucciso
Il 15 luglio 1381, la rivolta fu repressa con brutalità. Wat Tyler venne assassinato durante un incontro con il re, e poco dopo anche John Ball fu catturato. Il suo destino fu atroce: impiccato, sventrato e squartato, come prevedeva la punizione per tradimento.
Perché ricordarlo oggi?
John Ball non fu un eroe nel senso classico, ma un simbolo. In un tempo in cui i poveri non avevano voce, lui la usò. In un’epoca di oppressione, lui parlò di libertà. Le sue idee non morirono con lui: nei secoli successivi ispirarono movimenti popolari, rivoluzioni e lotte per i diritti.
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Oggi, il suo messaggio è ancora attuale: quando le disuguaglianze diventano insostenibili, anche la storia più remota può diventare sorprendentemente moderna.