I segreti del Battistero di Santa Maria del Fiore

Nel cuore di Firenze, circondato dalla magnificenza del Duomo e del Campanile di Giotto, si erge il Battistero di San Giovanni, un gioiello architettonico ricco di storia e di segreti nascosti.

Costruito sui resti di un’antica domus romana, esso si distingue per la forma ottagonale, che lo rende immediatamente riconoscibile tra gli altri monumenti fiorentini. La facciata è rivestita di marmi bianchi e verdi, tipici dello stile romanico fiorentino, che conferiscono un’eleganza senza tempo all’edificio. L’interno, poi, cattura l’attenzione dei visitatori, con i suoi sfarzosi mosaici dorati e le opere d’arte che decorano le pareti.

 

Il pavimento

Entrando all’interno del Battistero, l’occhio attento del visitatore sarà attratto da uno dei bellissimi riquadri in marmi intarsiati del pavimento, posizionato verso la Porta del Paradiso. Esso non è solo un’espressione di maestria artistica, ma nasconde un significato più profondo legato all’astronomia e al ciclo delle stagioni.

Al centro del riquadro si staglia una ruota, su cui sono rappresentati i dodici segni dello zodiaco. Questo simbolo esalta il legame tra gli astri e la vita terrena, indicando il passaggio del tempo e delle stagioni. Al centro della ruota brilla un sole, simbolo di luce e vitalità, intorno al quale corre una frase palindroma. Questa, identica se letta da sinistra a destra o viceversa, celebra l’astro maggiore come centro e motore dell’universo, sottolineando il ruolo centrale del sole nella cosmologia dell’epoca.

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I segreti nascosti

Una delle curiosità più affascinanti, celate fra le mura dell’edificio, è rappresentata da un bassorilievo che raffigura una battaglia navale, situato sul lato rivolto verso via Roma. Si ipotizza che esso appartenga a un antico sarcofago romano, incorporato nella struttura del Battistero per ricordare le origini di Firenze.

Una seconda leggenda riguarda un’impronta di piede visibile sulla colonna di destra dell’ingresso, probabilmente appartenente a Liutprando, re dei Longobardi vissuto nel VII secolo. Secondo la leggenda, il sovrano avrebbe utilizzato il suo piede come unità di misura per regolare le transazioni commerciali.

A fianco alla porta principale, poi, svettano due colonne in porfido, donate dalla città di Pisa a Firenze in segno di riconoscenza per l’aiuto ricevuto nella battaglia contro Lucca nel 1117. Si racconta, tuttavia, che i pisani, per dileggiare i fiorentini, abbiano scaldato e annerito le colonne prima di consegnarle.

 

Il mistero dello gnomone

All’interno dell’edificio si cela, inoltre, un maestoso gnomone, una macchina astronomica complessa che utilizzava la luce solare per calcolare il solstizio d’estate. Secondo antiche cronache, un raggio di Sole penetrava attraverso un foro nella copertura del Battistero illuminando l’immagine del segno del Cancro. Ciò segnava così l’inizio dell’estate nel giorno del suo solstizio.

Un’antica leggenda narra che lo gnomone sia stato progettato da un misterioso personaggio, Strozzo Strozzi, un uomo geniale e poliedrico vissuto fra X e XI secolo. Una ricerca, condotta nel corso dell’Ottocento ha, tuttavia, dimostrato che l’intarsio pavimentale risale ai primi decenni del XIII secolo.

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