L’ultimo signore di Olevano Romano. La complessa vita di Camillo Filippo Ludovico Borghese

L’antico borgo di Olevano Romano, situato tra le dolci colline del Lazio, offre un affascinante viaggio nel tempo attraverso le sue radici storiche profonde. Le testimonianze della sua vicenda millenaria risalgono all’epoca romana, con una ricca archeologia monumentale che parla di un passato florido.

Uno dei segni più tangibili di questo passato è rappresentato dai resti della cinta muraria in opera poligonale, un’imponente struttura realizzata con massicci blocchi di pietra locale, risalente a un’epoca precedente alla romanizzazione della regione. I resti sono una testimonianza eloquente dell’importanza strategica e della prosperità di Olevano già in tempi antichi.

 

Dal Medioevo alla contemporaneità

Tuttavia, è nel medioevo che il borgo assume un ruolo di maggiore rilievo, trasformandosi in un vero e proprio castrum, come evidente già in documenti storici a partire dal 1232. A quell’anno risale, infatti, un atto di vendita stipulato tra Oddone Colonna, il nuovo signore di Olevano, e Papa Gregorio IX, che sancisce la presenza dell’abitato come centro fortificato. È in questo periodo che sorge il maestoso Castello, costruito su uno sperone roccioso calcareo, a difesa del borgo e dei suoi abitanti.

Dopo il periodo dei Colonna, il feudo di passò sotto il dominio del Comune di Roma, che nel 1364 emanò gli Statuti della città. Successivamente, il controllo della città fu trasferito alla potente famiglia degli Orsini, grazie alla concessione di Papa Bonifacio IX.

Olevano Romano non è solo una testimonianza del suo passato glorioso, è anche, infatti, un vivido esempio di come la storia possa ancora essere viva e palpabile nelle sue strade e nei suoi monumenti. Gli edifici medievali, le strade strette e tortuose, le piazze accoglienti: tutto evoca un’epoca passata, ma ancora presente nell’identità e nella cultura di questo affascinante borgo.

Oggi, Olevano Romano continua a incantare i visitatori con il suo fascino senza tempo. I suoi vicoli pittoreschi, le viste mozzafiato sulle colline circostanti e la sua ricca storia lo rendono una destinazione imperdibile per coloro che desiderano immergersi nell’atmosfera unica di un autentico borgo medievale italiano.

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Camillo Filippo Ludovico Borghese

Nel lungo passato della città una figura fra tutte ricoprì un ruolo emblematico. Si tratta di Camillo Filippo Ludovico Borghese, ultimo vero signore di Olevano Romano, che emerge come una figura di rilievo, non solo per la sua discendenza illustre ma anche per le vicende avvincenti che caratterizzarono la sua vita. Nato a Roma il 19 luglio 1775 da Marcantonio IV Borghese e la duchessa Anna Maria Salviati, Camillo crebbe in un ambiente di prestigio e influenza, destinato a svolgere un ruolo importante nella storia politica e sociale del suo tempo.

Entrato al servizio dell’esercito francese nel 1796, Camillo si distinse in varie battaglie delle prime campagne napoleoniche, guadagnandosi la stima e la fiducia del Bonaparte. Fu durante questo periodo che incontrò Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, con cui intrecciò un legame destinato a cambiare il corso della sua esistenza.

 

Vita privata e attività politica

Il matrimonio, celebrato il 23 agosto 1803, non solo consolidò la sua posizione nella cerchia dei potenti, ma lo elevò anche al rango di Principe di Francia. Ciò che inizialmente sembrava un’unione felice e prestigiosa, tuttavia, si rivelò presto una relazione complicata e tumultuosa. Sebbene Camillo fosse inizialmente appassionato, il matrimonio si concluse in un concubinaggio, caratterizzato da numerose relazioni extraconiugali da entrambe le parti.

Nonostante la loro separazione, il legame tra Camillo e Paolina non si spezzò mai completamente. Paolina, influente e ambiziosa come il fratello, convinse Napoleone a concedere a Camillo il governo del Piemonte nel 1808, una posizione che il principe ricoprì con una certa abilità e successo. La sua alleanza con il governo francese, però, lo portò in conflitto con le autorità romane dopo la caduta dell’imperatore, costringendolo a trasferirsi a Firenze per evitare il sequestro delle sue terre.

Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da tragedie personali e perdite. Dopo dieci anni di matrimonio fallimentare, Camillo e Paolina furono costretti a riunirsi su richiesta del Papa, ma la felicità fu di breve durata, poiché Paolina morì di cancro solo tre mesi dopo. Senza figli e con la sua salute declinante, Camillo si ritirò a Firenze, dove morì il 9 maggio 1832.

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