Subiaco e il suo Santo. Vita, opere e culto di Benedetto da Norcia

Benedetto da Norcia, nato il 2 marzo 480 nell’omonima città umbra, è una delle figure storicamente e spiritualmente più rilevanti del panorama religioso italiano e internazionale. Fondatore dell’Ordine di San Benedetto, è universalmente venerato da tutte le Chiese cristiane che riconoscono il culto dei Santi.

 

La vita

Figlio di Eutropio e Abbondanza Claudia de’ Reguardati, Benedetto proveniva da una famiglia di nobili origini. Cresciuto nella città umbra di Norcia insieme alla sorella Scolastica, mostrò fin da giovane una forte inclinazione verso la vita monastica. A soli 12 anni, fu inviato a Roma per completare i suoi studi, ma ben presto rimase deluso dallo stile di vita dissoluto della città. Decise quindi di abbandonare l’ambiente scolastico e i beni materiali per dedicarsi interamente alla vita spirituale.

Pala ad opera di Andrea Mantegna, 1453-1454
Pala ad opera di Andrea Mantegna, 1453-1454

All’età di 17 anni, insieme alla sua nutrice Cirilla, si ritirò nella valle dell’Aniene presso Eufide, dove si narra che abbia compiuto il suo primo miracolo riparando un vaglio rotto. Si trasferì successivamente nella valle di Subiaco, dove condusse una vita eremitica nella grotta del Monte Taleo per circa tre anni. Durante questo periodo, accettò di fungere da guida spirituale per altri monaci, fondando una comunità monastica presso Vicovaro.

Dopo vari eventi, tra cui tentativi di avvelenamento, Benedetto decise di abbandonare la città e tornare a Subiaco, dove rimase per circa trent’anni, dando vita ad una vastissima comunità. Fra il 525 e il 529, in seguito ad un nuovo tentativo di avvelenamento, attraverso la somministrazione di pane contaminato, egli lasciò il borgo e si incamminò verso Cassino. Lì, su un’altura sopra i resti di templi pagani, fondò il celebre monastero di Montecassino, dove elaborò la sua celebre Regola, che avrebbe assurto al ruolo di guida per la vita monastica che combinava disciplina e spiritualità.

Il Museo del Territorio Biellese. Un viaggio nella cultura locale

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La Regola di San Benedetto

La Regola di San Benedetto, composta intorno al 540, divenne fondamentale nell’organizzazione della vita monastica occidentale. Basata su principi di disciplina, obbedienza e preghiera, la Regola stabiliva una serie di rigidi dettami per la vita quotidiana dei monaci. Tra i concetti chiave vi erano la stabilitas loci, ossia l’obbligo di rimanere nel monastero per tutta la vita, e la conversatio morum, la buona condotta morale e obbedienza all’abate.

I monasteri che adottarono la Regola di San Benedetto divennero noti come benedettini e si organizzarono in confederazioni monastiche, come la congregazione cassinense e la congregazione sublacense.

 

La Morte e il Culto

Benedetto trascorse il resto della sua vita a Montecassino, dove morì il 21 marzo 547, pochi giorni dopo la scomparsa di sua sorella Scolastica. Secondo la leggenda, morì in piedi, sostenuto dai suoi discepoli, mentre impartiva la benedizione. Il suo culto si diffuse rapidamente, e numerosi miracoli furono attribuiti alla sua intercessione.

Le reliquie del Santo furono oggetto di venerazione in varie parti del mondo. Dopo la distruzione del monastero di Montecassino da parte dei Longobardi nel 577, esse furono trasferite in diverse località. Giungendo persino nell’abbazia di Fleury-sur-Loire nella Collegiata di San Pietro a Le Mans.

Una reliquia del santo fu rinvenuta nel XVIII secolo da un prete francese in Italia. Questo ritrovamento portò alla diffusione della medaglia di San Benedetto, un oggetto di devozione popolare ancor oggi.

 

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