Il Museo del Territorio Biellese. Un viaggio nella cultura locale

Il Museo del Territorio Biellese, sito nell’ex Convento di San Sebastiano a Biella, è una tappa obbligata per gli amanti della cultura. Inaugurato nel dicembre del 2001, questo museo ospita le collezioni civiche che si sono arricchite nel corso dei decenni grazie a ritrovamenti sul territorio, donazioni, lasciti e depositi. Esse, con la guida di illustri personaggi come Quintino Sella e Alessandro Roccavilla, sono diventate un patrimonio eterogeneo che offre al visitatore un affascinante percorso attraverso il tempo.

Il complesso di San Sebastiano, composto dalla chiesa e dall’attiguo convento dei Canonici Lateranensi, risale al XVI secolo ed è strettamente legato alla famiglia Ferrero. Sebastiano Ferrero, figura di spicco al servizio della corte sabauda e della corona francese per il Ducato di Milano, ha influenzato l’architettura e l’arte del luogo. Egli condusse a Biella innovazioni architettoniche e artistiche che caratterizzano il complesso, testimoniato dagli affreschi e dai pregevoli elementi decorativi.

 

Le sezioni

Il museo si compone di quattro sezioni: paleontologica, archeologica, egizia e storico-artistica. La prima offre una ricca collezione di fossili di flora e fauna, consentendo una totale immersione nel paleoambiente del Biellese. Tra i reperti più interessanti, vi sono denti di squalo antichi e parti di balene, che testimoniano il passato tropicale del territorio.

La sezione archeologica, invece, ripercorre la storia umana del territorio dalla preistoria all’età medievale. Dai reperti del Paleolitico alle testimonianze della romanizzazione, il visitatore può esplorare le attività e le trasformazioni locali nel corso dei millenni.

Il vero gioiello del museo è, tuttavia, la sezione egizia, che offre una panoramica sulla vita quotidiana e ultraterrena delle antiche terre nilotiche. Grazie alle donazioni del collezionista Corradino Sella e ai reperti provenienti dagli scavi dall’egittologo biellese Ernesto Schiaparelli, l’allestimento è arricchito da mummie, sarcofagi e oggetti rituali che trasmettono il fascino della loro antica civiltà.

L’ultima sezione, di stampo storico-artistico offre un percorso che, a partire dalla pittura medievale, giunge alle avanguardie del Novecento. Opere di artisti locali e internazionali, come Lorenzo Delleani, Emilio Longoni, e Max Ernst, René Magritte, Yves Tanguy e Joan Mirò, sono esposte insieme a pezzi di archeologia industriale, testimoniando il legame tra arte e territorio nel corso dei secoli.

Il museo ospita anche opere che riflettono il rapporto tra arte e industria nel Biellese, con dipinti che rappresentano la vita delle classi lavoratrici e il paesaggio industriale. Opere di artisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo e Carlo Carrà propongono una visione privilegiata sulla realtà sociale ed economica dell’epoca.

Nelle sale è, inoltre, conservato un importante patrimonio grafico, che include disegni preparatori, cartoni e stampe di artisti locali e internazionali.

Un viaggio nell’antico Egitto nel cuore di Torino

Il Museo del Territorio Biellese, insomma, offre ai visitatori un viaggio affascinante attraverso la storia, l’arte e la cultura del luogo. Grazie alla sua ricca esposizione, esso rappresenta un punto di riferimento per approfondire la conoscenza di questa affascinante regione italiana.

Condividi