Treviso, Museo Nazionale. Il Futurismo nella propaganda della Collezione Salce

Nella fotografia l’allestimento della mostra

Un grande successo di visitatori  alla mostra FUTURISMO E PROPAGANDA al Museo Nazionale di Treviso. Si è chiusa infatti lo scorso 25 febbraio 2024 la mostra che presenta la Collezione Salce di Treviso che raccontava lo “stile futurista”, nella pubblicità.

Uno stile che conquistò pervasivamente l’immaginario pubblicitario a cavallo tra gli anni ’20 e gli anni ’30 del Novecento.

Un famosissimo manifesto Futurista della pubblicità della Fiat

“Una nuova mostra inaugurato dalla Collezione Salce a Treviso. Il museo ha presentato la più importate e ampia raccolta di manifesti storici in Italia e una delle più rilevanti collezioni pubbliche del settore al mondo. Denominata  “Futurismo di carta” ha raccontato in due tappe la storia del rapporto tra l’avanguardia futurista e il mondo della pubblicità.

Una reclame Futurista di Enrico Pini

Il primo appuntamento “Forme dell’avanguardia nei manifesti della Collezione Salce” è stato presentato al Complesso San Gaetano lo scorso 28 ottobre 2023. E’ rimasto aperto al pubblico fino al 25 febbraio 2024”.

La Collezione Salce è la più ampia raccolta di grafica pubblicitaria esistente in Italia, donata allo Stato italiano dal trevigiano Ferdinando Salce (1877-1962). Il museo si articola in due sedi, entrambe nel centro storico di Treviso, a poca distanza fra loro: la sede nel complesso di San Gaetano e la sede nell’ex chiesa di Santa Margherita, che ospita spazi conservativi ed espositivi e un’installazione multimediale immersiva.

La velocità era esplorata in molti lavori Futuristi. Un manifesto di Diego Santambrogio.

Il Futurismo è stato un movimento letterario, culturale, artistico e musicale nato in Italia dell’inizio del XX secolo. Una grande avanguardia europea. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione: la pittura, la scultura, la letteratura (poesia), il teatro, la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il cinema, la pubblicità e persino la gastronomia.

In questa serie di manifesti si riconoscono le icone pubblicitarie degli anni ’20 e ’30, ma anche più recenti.

Il Manifesto del futurismo fu Pubblicato da “Le Figaro” il 20 febbraio 1909. Uno dei principi di Filippo Tommaso Marinetti ideologo della corrente artistica è il rifiuto del presente e della società borghese. Viene esaltata la macchina, la tecnica, la grande industria, la velocità e l’aggressività. “Uccidiamo il Chiaro di luna” diceva Marinetti. La parola d’ordine del movimento futurista e della sua ansia innovatrice contro ogni tradizione, politica e letteraria.

L’entusiasmo per il volo aereo dei Futuristi. Un manifesto di Carla Albini.

Anche nella pubblicità l’immagine perde una rappresentazione tradizione per lasciare spazio a linguaggi estremamente grafici e dirompenti. “Che il Futurismo sia risultato pervasivo di ogni aspetto della quotidianità, editoria e grafica pubblicitaria comprese, è cosa ben conosciuta”, ricorda la direttrice Pasqualin. “Proprio quest’ultima si rileva essere l’espressione che più si adatta al linguaggio futurista che trova in Fortunato Depero il massimo esponente: nel manifesto Il futurismo e l’arte pubblicitaria, del 1931, dichiara “l’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria”.

 

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