Ark di Bukhara, storia e leggenda

L’Ark di Bukhara, una massiccia fortezza situata nella città omonima dell’Uzbekistan, rappresenta non solo un’icona architettonica ma anche un simbolo della ricca storia e della cultura della regione. Edificata intorno al V secolo, questa imponente struttura ha attraversato epoche tumultuose, fungendo da residenza per le dinastie locali e da baluardo difensivo contro le incursioni nemiche. Oggi si erge come una preziosa testimonianza del passato, accogliendo visitatori da tutto il mondo nei suoi musei che narrano le vicende che hanno plasmato la regione nel corso dei secoli.

 

Descrizione e architettura

L’Ark si estende maestosamente nella parte nord-occidentale di Bukhara, con le sue imponenti pareti che delimitano un’area di circa quattro ettari. La struttura, di forma rettangolare e con un’altezza di 16-20 metri, è dominata da un ingresso cerimoniale ornato da due torri del XVIII secolo. Queste, connesse da una galleria, offrono una vista spettacolare sulla città circostante. Attraverso un lungo corridoio coperto, i visitatori possono accedere alla moschea del venerdì, testimone dei momenti di preghiera e spiritualità vissuti all’interno della fortezza. Il cuore dell’Ark ospita un complesso di edifici, tra cui la moschea di Ul’dukhtaron, legata a leggende antiche che conferiscono un’aura mistica al luogo.

 

Storia e leggenda

 Secondo un’antica leggenda la fortezza fu fondata dall’eroe epico Siyavusha. Egli, nascosto dalla matrigna nel ricco paese-oasi di Turana, si innamora della figlia del governatore locale di Afrosiab. L’uomo concesse la sua benedizione alle nozze, a condizione che il giovane costruisse un palazzo entro un perimetro delineato da una pelle di toro. A dispetto della presunta irrealizzabilità del compito Siyavusha non si arrese e superò la sfida, tagliando a strisce la pelle dell’animale e collegandone le estremità. Successivamente realizzò nell’area così delimitata il complesso.

L’Ark, occupata già nel V d.C. da governanti locali, è stata costruita sopra i resti di strutture precedenti, evidenziati da uno strato di circa venti metri di profondità sotto l’arco di base. Il primo riferimento conosciuto si trova nella “Storia di Bukhara” di Abubakra di Narshakhi (899-960). Abubakra riporta che Biden, sovrano di Bukhara, costruì la fortezza, ma venne distrutta poco dopo. Fu ricostruita e distrutta più volte. Quando l’ultimo sovrano decise di riedificarla, chiese consiglio ai suoi saggi. Essi suggerirono di realizzarla attorno a sette punti, seguendo il rapporto tra loro come le stelle della costellazione dell’Orsa Maggiore.

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Durante l’invasione della città da parte dei soldati di Gengis Khan, gli abitanti cercarono rifugio nell’Ark, ma gli invasori la presero d’assalto, dandosi ai saccheggi.

La fortificazione ha svolto un ruolo cruciale nella storia dell’Uzbekistan, fungendo da residenza per governanti locali e intellettuali di spicco. Nel corso dei secoli, ha resistito a invasioni e assedi, divenendo un simbolo di resilienza e orgoglio nazionale. La sua importanza culturale è evidenziata anche dalla presenza di illustri personaggi che vi hanno lavorato e risieduto, tra cui Rudaki, Ferdowsi, Avicenna e al-Farabi, luminari del mondo islamico medievale. Sembra, inoltre, che all’interno vi fosse una vasta biblioteca, di cui Avicenna scrisse di avervi trovato libri ricchi di conoscenze inimmaginabili e mai visti prima. Questa, tuttavia, potrebbe essere andata distrutta nel corso delle conquiste della città.

Durante la guerra civile russa, l’Ark subì danni irreparabili a causa dei bombardamenti dell’Armata Rossa, segnando la fine di un’era e l’inizio di una nuova fase della sua storia.

 

I musei

Oggi, l’Ark non è solo una destinazione turistica, ma anche un centro culturale che ospita diversi musei al suo interno. Essi offrono una panoramica della storia e dell’identità della regione di Bukhara attraverso reperti archeologici, opere d’arte e manufatti preziosi. Tra i poli presenti vi sono il Museo etnografico, il Gabinetto numismatico, il Museo archeologico e altri ancora, ciascuno fondamentale per preservare e diffondere la ricca eredità culturale della regione.

Il complesso continua a ispirare e incantare i visitatori, offrendo loro un viaggio indimenticabile nel cuore dell’Asia centrale.

 

 

 

Immagine di copertina a opera di RK – Wikipedia

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