SS Charlemagne, fino all’ultimo

La Divisione “Charlemagne”, formata nel 1944 e conosciuta anche come “Brigata Francese delle SS”, fu un’unità complessa e controversa composta principalmente da francesi che scelsero di combattere al fianco delle forze armate tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Le origini

La vicenda storica della Divisione “Charlemagne” ebbe inizio con la formazione della Légion des Volontaires Français (LVF) nel 1941, un’unità francese nell’esercito tedesco, nota anche come Infanterieregiment 638. Composta da francesi di ideologia nazionalsocialista e prigionieri di guerra, la LVF combatté con successo vicino a Mosca nel novembre 1941 e nel 1942 si dedicò a compiti di lotta anti-partigiana in Bielorussia.

Parallelamente, fu creata un’altra unità in Francia, La Légion Tricolore. Essa fu, tuttavia, assorbita dalla LVF sei mesi dopo la sua formazione. Nel 1942, il comando della stessa LVF passò dal colonnello Roger Labonne al colonnello Edgard Puaud.

La LVF dimostrò la propria abilità sul fronte ucraino contro i sovietici. Nel giugno 1944, poco prima della pianificata partenza per la Francia, fu richiesta in azione quando il Gruppo d’Armate Centrale cedette all’offensiva estiva dell’Armata Rossa. La Legione, supportata da Stuka e carri armati Tigre, resistette con successo agli attacchi sovietici sul fiume Bóbr, distruggendo numerosi mezzi avversari.

 

La creazione della Waffen-Grenadier-Brigade der SS “Charlemagne”

Dopo la ritirata della LVF, una nuova campagna di reclutamento ebbe inizio nella Francia di Vichy, dando origine alla Französische SS-Freiwilligen-Sturmbrigade. Questa unità fu guidata da Paul Marie Gamory-Dubourdeau e si unì alla Divisione SS Horst Wessel, impegnandosi a contrastare l’avanzata sovietica in Galizia.

Nel settembre 1944, la Waffen-Grenadier-Brigade der SS “Charlemagne” fu creata, raccogliendo i superstiti della LVF e della Sturmbrigade Francese. Questa nuova unità conteneva anche collaborazionisti francesi in fuga dagli Alleati a ovest, personale francese di varie organizzazioni, e presumibilmente volontari dalle colonie francesi e dalla Svizzera. Il Brigadeführer Gustav Krukenberg assunse il comando effettivo, con Puaud come comandante formale francese.

La guerra civile romana del 68-69

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La Divisione Charlemagne e la battaglia di Hammerstein

Nel febbraio 1945, la “Charlemagne” fu ufficialmente promossa a Divisione e rinominata Waffen-Grenadier-Division der SS “Charlemagne”. La truppa si trovò, tuttavia, in forte sottonumero, con solo 7340 uomini. Fu inviata a combattere l’Armata Rossa in Polonia, ma il 25 febbraio subì un attacco sovietico mentre si dispiegava a Hammerstein. La divisione, scarsamente armata e con pochi rifornimenti, riuscì a resistere grazie all’uso di Panzerfaust contro i carri nemici.

 

La battaglia di Berlino e la fine della Charlemagne

Con l’avanzata sovietica su Berlino, la Divisione “Charlemagne” fu coinvolta in aspri combattimenti. Supportata da carri armati Tiger II, essa prese parte a un contrattacco a Neukölln il 26 aprile. Nonostante fossero in netta inferiorità numerica, i francesi distrussero numerosi mezzi nemici.

La Divisione fu poi assegnata alla difesa dei Mercati centrali nel Tiergarten, ma si ritirò gradualmente verso la costa del Mar Baltico. Il 1º maggio, i sopravvissuti furono suddivisi in tre gruppi di battaglia, ma solo quello sotto il comando di Krukenberg sopravvisse, evacuato via mare in Danimarca. Le perdite furono ingenti, con quasi 4 800 uomini caduti, inclusi i comandanti Krukenberg e Puaud.

 

Epilogo

Alla disfatta tedesca ciò che rimaneva della “Charlemagne” presidiò il palazzo della Cancelleria a Berlino. Essi, indifferenti alla notizia del suicidio di Hitler, lottarono con gli ultimi, scarsi, mezzi, subendo una totale disfatta. I pochi superstiti fuggirono nei sotterranei della metropolitana, riuscendo a lasciare la città. Poco tempo dopo, tuttavia, furono catturati dalle forze statunitensi, che li consegnarono ai francesi di Francia Libera. Fu allora che il generale Leclerc chiese loro perché indossassero uniformi tedesche. Gli uomini, sprezzanti del rischio, chiesero, in risposta, perché egli ne indossasse una americana. Il generale, stizzito dall’atteggiamento dei soldati, non attese alcuna procedura giudiziaria e ne dispose l’immediata fucilazione, con l’accusa di collaborazionismo.

 

La storia della Divisione rappresenta una pagina oscura della collaborazione francese con le forze tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, segnata da disperati sforzi di difesa e una fine tragica nella Battaglia di Berlino.

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