Nicolino Locche, il pugile intoccabile

Il XX secolo ha visto emergere, nei decenni, una moltitudine di valenti sportivi, rimasti con affetto e ammirazione nella memoria collettiva. Al termine degli anni ’30, in Argentina, nacque un campione destinato a entrare nella leggenda.

Nicolino Locche, sardo di origine, nacque a Tunuyán nel settembre del 1939. Già alla tenera età di 9 anni ebbe inizio la sua attività pugilistica che divenne professionistica a partire dal 1958. I veri successi, tuttavia, giunsero con gli anni ’60, quando egli si impose in campo nazionale, contendendo il titolo argentino al campione Abel Laudonio. Quest’ultimo all’epoca era già ampiamente noto per la partecipazione alle olimpiadi di Melbourne del 1956 come peso mosca e a quelle di Roma come peso leggero nel 1960. Quell’anno egli salì sul podio, vincendo la medaglia di bronzo. Locche disputò con Laudonio tre incontri e ne vinse due.

Poco tempo dopo giunse la consacrazione nel panorama internazionale, con i pari conquistati nel 1965 contro Ismael Laguna e Carlos Ortiz al Luna Park di Buenos Aires. Entrambi gli sfidanti, al tempo del match, erano detentori del titolo mondiale dei pesi leggeri. Ortiz, poi, era stato campione mondiale dei pesi superleggeri.

Nel settembre 1966, Locche, battè in Argentina Sandro Loppolo, campione mondiale in carica dei pesi superleggeri. Il match, tuttavia, non era valido per l’ottenimento del titolo. Nella capitale batté anche Eddie Perkins, ex campione mondiale.

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Il titolo mondiale

Il coronamento naturale di cotanti successi fu il titolo mondiale, conquistato il 12 dicembre 1968 a Tokyo, al Ryōgoku Kokugikan, contro il campione Paul Takeshi Fuji. Di fronte a migliaia di spettatori Locche colpì abilmente l’avversario, sino al 9° round, al termine del quale Takeshi Fuji sedette, stremato, all’angolo del ring. I suoi secondi decisero di dichiarare l’abbandono e l’arbitro poté dichiarare il k.o. tecnico.

Nicolino Locche sul ring contro Takeshi Fuji il 12 dicembre 1968 - Wikipedia
Nicolino Locche sul ring contro Takeshi Fuji il 12 dicembre 1968 – Wikipedia

Il pugile, ormai inarrestabile, rimase in carica per anni, vincendo tutti gli incontri. Sconfisse l’ex campione del mondo Carlos Hernández, Bruno Arcari João Hernique, Domingo Barrera Corpas, Adolph Pruitt e Antonio Cervantes, che nel 1972 sarebbe divenuto campione del mondo WBA.

Locche perso il titolo il 10 marzo 1972 a Panama, sconfitto da Alfonso Frazer. Tentò la riconquista nel marzo dell’anno successivo a Maracay, contro Antonio Cervantes, ma il match si concluse con il suo k.o. tecnico al decimo round.

Al termine della sua carriera egli era considerato una vera e propria star in Argentina, dove divenne simbolo del pugilato nazionale con Carlos Monzón e Pascual Pérez. Il suo stile di combattimento, con una difesa inespugnabile, lo consacrò nella leggenda, fruttandogli l’appellativo di El Intocable, l’Intoccabile. I suoi riflessi erano sorprendenti, consentendogli di sfuggire ai colpi avversari con movimento quasi impercettibili della testa e del busto.

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