La Madonna che mosse gli occhi

Storia di un miracolo

Nella prima settimana di settembre si sono conclusi a Vicovaro i festeggiamenti in onore di “Maria Santissima Avvocata Nostra”.  La Sua sacra effigie è custodita nel Tempietto di San Giacomo Maggiore (Il Tempietto di San Giacomo Maggiore a Vicovaro)

La realizzazione del dipinto si deve a Giacomo Triga, nato nel 1674 a Roma e membro dell’Accademia di San Luca. Questo lavoro gli fu commissionato nel 1738 dai Bolognetti, grazie al suo fecondo rapporto professionale con il marchese Girolamo Theodoli. Quest’ultimo fu l’artefice del grandioso progetto di ricostruzione della chiesa di San Pietro Apostolo. Giacomo era inoltre imparentato, tramite la sorella Flavia che lo aveva sposato, con Ferdinando principe di Vicovaro. Alcuni documenti contabili testimoniano che furono necessari 20 scudi per il pagamento della commissione e altri 60 per la doratura della raggiera e della cornice, sopraggiunta solo nel 1752.

Foto dell’autrice

Nel 2013, in occasione del centocinquantesimo anniversario del miracolo che rese famosa l’immagine, la dott.ssa Margherita Crielesi, docente di Lettere, in collaborazione con la Parrocchia di San Pietro Apostolo di Vicovaro e il parroco Don Benedetto Molinari, ha dato alla luce un’interessante pubblicazione inerente sia le tappe salienti dell’evento miracoloso che le testimonianze della devozione alla Madonna di Vicovaro.

Il primo miracolo

Il 22 luglio 1796 la Madonna mosse gli occhi per la prima volta: questo accadde nel contesto storico di un’imminente invasione da parte delle truppe francesi di Bonaparte e proprio in questo periodo in altre zone dello Stato Pontificio si erano registrati altri eventi prodigiosi.

Un canto religioso, di cui si cita solo qualche verso, opera di Don Stefano Persiani, riporta questo momento: “A Giacomo Sacro / nel tempio vetusto / il volto suo angusto / negli occhi avvivò”.

Il secondo miracolo

Il 22 luglio 1863 si verifica un nuovo prodigio del quadro. Ci troviamo in un altro momento cruciale della storia d’Italia, a due anni dall’unificazione che però ancora non aveva incluso tutto il territorio italiano, come nel caso di Roma.

Le copie del quadro

Il sacerdote Don Gaspero Olmi venne in visita a Vicovaro e si innamorò del quadro. Ne commissionò una copia al pittore Chiari di Roma che, nel dicembre 1863, trasportò l’opera a Prossedi, piccolo comune in provincia di Latina e la fece collocare nella chiesa di San Nicola. Anche questa effigie fu protagonista dello stesso evento miracoloso nel 1864. La risonanza del prodigio fu tale che nel 1865 Massimiliano d’Asburgo, Imperatore del Messico, pretese la realizzazione di una copia.

In occasione del secondo miracolo crebbe sempre di più la devozione nei confronti dell’Avvocata Nostra, tanto che fu necessario spostare il quadro nella vicina chiesa per accogliere il gran numero di fedeli e il Tempietto divenne un vero e proprio santuario preso d’assalto dai pellegrini provenienti dai paesi limitrofi.

Nel 1870 il Tempietto subì un periodo di abbandono che terminò nel 1913, dopo alcuni interventi di restauro che coinvolsero sia gli interni che gli esterni. In occasione della riapertura, il popolo di Vicovaro propose di incoronare la Madonna, fatto che fu accolto dal Capitolo Vaticano con decreto del 20 Luglio 1913 e cerimonia il 12 ottobre dello stesso anno. A questo evento si deve anche la fondazione del primo comitato per i festeggiamenti, con a capo Francesco Antonio Angelucci.

La cerimonia fu condotta del vescovo S. E. Mons. Vettori e si svolse sulla gradinata del Tempietto.

La processione del 1913

In Memorie Storiche della prodigiosa immagine di Santa Maria Avvocata Nostra di Vicovaro viene descritta la processione che concluse i festeggiamenti: “La processione riordinata si avviò in discesa per l’ampia e bellissima via delle Scuole, e fece il giro di tutto l’abitato, soffermandosi sul piazzale dei bastioni…Indi risalì per la Piazza antica di S. Silvestro e, arrivata alla Porta superiore, la Madonna benedisse la meravigliosa vallata alta collo stupendo greppo di San Cosimato, ed alle ore 2, 30 rientrava nella Chiesa di San Pietro”.

La Grande Guerra rappresentò una battuta d’arresto per il culto della Madonna di Vicovaro, che riprese solo alla fine del conflitto con una solenne processione in cui furono proprio i soldati in abiti militari a trasportare la sacra effigie. Con la fine della guerra il culto venne regolarizzato con la costituzione di un Comitato permanente sotto la direzione del Preposto di San Pietro, festeggiamenti nella prima settimana di settembre e traslazione del quadro dal Tempietto alla chiesa di San Pietro, dal 22 luglio alla fine delle celebrazioni.

Il terzo miracolo

Il miracolo del movimento degli occhi si ripeté il 13 dicembre del 1931 e risale al 17 ottobre 1948 da parte del vescovo di Tivoli Mons. Domenico Della Vedova la consacrazione del Tempietto di San Giacomo Maggiore a Santuario diocesano e la Madonna Avvocata Nostra a Patrona della Diocesi Tiburtina.

L’ultimo miracolo

L’ultimo prodigio attribuibile alla tela si registrò nel giugno 1954 e fu riportato dal settimanale Oggi: sembra che dell’evento furono testimoni anche le autorità dell’epoca come la guardia comunale, il maresciallo del carabinieri e il medico condotto.

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