La vita di Padre Domenico Antonio Pierantoni di Trevi nel Lazio

La vita di Padre Domenico Antonio Pierantoni di Trevi nel Lazio

La Storiografia è quella disciplina scientifica che ha come obiettivo quello di studiare e interpretati i fatti e accadimenti storici. È tra le discipline umanistiche più antiche, tanto che già all’epoca dei Romani si trovano importanti opere, come quelle di Tacito o di Svetonio.

Nel corso dei secoli poi quest’importante disciplina ha assunto un ruolo centrale nella conservazione della memoria dei luoghi e dei fatti storici. Le varie interpretazioni possono darci una versione di accadimenti noti e magari porci un nuovo punto di vista che ancora oggi è una fonte inesauribile di informazioni, come nel caso dell’opera di Domenico Antonio Pierantonio a Trevi nel Lazio, provincia di Frosinone.

Panoramica di Trevi nel Lazio

Nato il 17 gennaio del 1647 nel borgo trebano da Bernardino e Maddalena Germani; i genitori abitavano in un’abitazione nei pressi del castello che sovrasta, ancora oggi, Trevi: il Castello Caetani.

Gli anni di studio

Fin da bambino, dimostra un’attitudine particolare verso le discipline umanistiche e una profonda spiritualità. I genitori quindi lo instradano verso la carriera ecclesiastica e così nel 1661 entra nel seminario romano, non lasciando però il suo amore per le carte che anzi trova negli anni di studio seminarile, la sua concretizzazione. Presso gli ambienti ecclesiastici, ebbe modo di studiare e approfondire la letteratura antica e apprendere i metodi archivistici: appena sette anni dopo, nel 1668, consegue il dottorato in Filosofia con la guida di Padre Giovanni Battista Menocchio, uomo acuto e attento interprete della letteratura sacra. Furono anni di studi approfonditi che permisero a Padre Domenico di affinare il proprio approccio letterario.

Dieci anni dopo, decide di lasciare definitivamente Trevi, dove ancora vivevano i genitori, per entrare nella Compagnia di Gesù, nella quale rimarrà per i successivi cinquanta anni. L’incontro con i gesuiti fu fondamentale per la sua formazione.

I gesuiti infatti erano noti cultori della letteratura e dell’insegnamento, tanto che fondarono numerosi collegi e seminari dove applicarono i loro metodi di studio. Inoltre, furono indispensabili per lo sviluppo della storiografia sacra, ossia quella branca della disciplina umanistica che analizza gli aspetti religiosi della Storia. Oggi, fondamentale per gli studi teologici, tanto che, nonostante sia nata come risposta teorica al Protestantesimo, si è divisa in discipline minori, come l’agiografia (lo studio delle vite e dei miracoli dei Santi) o la Storia degli ordini religiosi.

Le Memorie del Lazio

La Storiografia sacra però ha il grande merito di aver inserito gli studi delle carte d’archivio negli strumenti indispensabili per il proprio metodo di studio. Ciò ha quindi permesso di creare un fermento culturale e intellettuale. Ed è proprio in questo clima che Padre Domenico realizzerà un’opera di straordinaria importanza: Le Memorie del Lazio.

I volumi dell’opera di Padre Domenico. Immagine tratta dal sito del Comune di Trevi nel Lazio

Si tratta di un’opera di venticinque volumi ( oggi due sono irreperibili), nella quale il Padre gesuita ripercorre la memoria sacra del proprio territorio.  I volumi, che sono divisi numericamente, riportano un indice iniziale che agevola il lettore o lo studioso nella ricerca. Questo ci fa comprendere come l’intento dell’autore sia stato quello di creare un’opera di divulgazione diffusa e non di élite, quindi limitata ai soli addetti ai lavori.

Pagina interna dell’opera Le Memorie del Lazio. Immagine tratta dal sito del Comune di Trevi nel Lazio

I vari filologi, che hanno studiato questa imponente opera, hanno presunto che si trattasse solo di una bozza preparatoria. Tutti i volumi, infatti, si presentano come una sorta di Zibaldone sacro, ossia un insieme di appunti, riflessioni e note. Questo però non diminuisce l’importanza storica dell’opera che ben ci racconta sia la storia del territorio laziale sia lo sviluppo di una disciplina fondamentale per lo studio storico. È quindi una testimonianza, che chiunque voglia approfondire la memoria sacra laziale, non potrà farne a meno.

Giada Marzocchi

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