Grazia Nasi, una donna straordinaria

Siamo sicuri che, nel corso dei secoli, il genere femminile fosse del tutto estraneo all’economica o alle attività finanziarie? Sicuramente, per la maggior parte delle donne, il solo pensiero, magari, di affiancare il marito nel commercio o accordi economici era inimmaginabile, ma, come ben sappiamo, ci furono anche alcune eccezioni. La storia della ricca finanziera del Rinascimento, Grazia Nasi, infatti fu una di queste.

Grazia Nasi, una donna straordinaria

Nata nel 1510 a Lisbona, sposa molto giovane Francesco Mendes. Mendes apparteneva a un’antica casata spagnola ed era un potente commerciante di spezie che si era arricchito grazie ai fruttosi commerciali con l’Oriente. Morì però precocemente, lasciando sola la moglie che, a differenza di molte altre donne per l’epoca, non si fece né in disparte né accolse un nuovo marito, ma, anzi, iniziò a occuparsi personalmente degli affari del defunto marito. Acquisì quindi un pochissimo tempo, una profonda e diffusa notorietà che incanalò nella difesa degli ebrei, essendo essi perseguitati nella cattolicissima Spagna.

Il sultano Solimano. Wikipedia.

Questo non bastò per salvare la figlia che si ritrovò quasi costretta, per sfuggire alle persecuzioni, a convolare in un matrimonio cristiano. Grazie Nasi, poco incline ai compromessi, decise così di scappare insieme alla figlia: prima si rifiugiò ad Anversa (Belgio), poi a Venezia, Ferrara, dove finanziò la traduzione dell’Antico testamento in spagnolo, e a Istanbul ( Turchia). Qui, nonostante fosse ben voluta sia dalla comunità sefardita sia dal Sultano Solimano, fu costretta a fuggire insieme alla figlia.

Si diressero dunque verso Ancona (Marche), dove Grazia aprì una sorta di ufficio commerciale, dal quale gestiva i traffici delle sue attività economiche. Anche da qui, si adoperò per salvare gli ebrei dalle persecuzioni religiose, arrivando a bloccare il porto della città marchigiana. Capì ben presto che ad Ancona non era molto ben voluta, così cambiò nuovamente città, questa volta andarono a Pesaro. Ma, forse, la città che era di più nel cuore di Grazia era Istanbul, tanto che morirà qui nel 1569.

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