Piglio, le tradizioni in onore di Sant’Antonio Abbate

Con la festa di S. Antonio Abate inizia il ciclo delle celebrazioni sacre nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Piglio che termineranno il 13 Dicembre con la festa di Santa Lucia.

 

Proprio in questi tempi era d’uso che i ragazzini andassero a bussare alle porte delle case del Paese chiedendo frutta secca, da poter mangiare insieme ai poveri.

Una tradizione, questa, iniziata nella notte dei tempi ed archiviata, con la costruzione delle case popolari in località “Cona” negli anni ‘70 che ha causato l’inizio dello spopolamento del centro storico di Piglio, proseguito poi con la lottizzazione in località “Vadoscuro”.

 

Il popolo pigliese a S. Antonio Abate ha dedicato una chiesetta ad est del paese alle porte di Piglio, sulla Via Francigena, dove in tempi passati c’era la transumanza delle greggi.

Antonio, nell’iconografia antica e moderna è raffigurato vestito di un saio, con un bastone che termina con una T (greca) con ai piedi un maialino e sullo sfondo una umile grotta.

Un’antica immagine di S. Antonio Abate è nel polittico di scuola giottesca, rinvenuto il 26 dicembre 1984 da Giorgio Alessandro Pacetti raffigurante la Madonna delle Rose, attorniata da personaggi aureolati identificati.

 

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Giorgio Alessandro Pacetti