Tra mistero e religione: la linea di San Michele

Nel mondo ci sono luoghi che suscitano una profonda curiosità, luoghi che uniscono mistero e religione e che tutti, credenti o meno, ne sono attirati. È il caso della cosiddetta Linea di San Michele, una linea immaginaria che attraversa l’Europa, collegando sette monasteri dedicati all’arcangelo.

San Michele è l’arcangelo dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’Islam, presente, dunque, in tutte e tre le religioni monoteiste. È il primo arcangelo secondo la Sacra Scrittura, già menzionato prima dell’avvento di Cristo, citato nel Vecchio Testamento come protettore del popolo ebraico. Nella tradizione religiosa è colui che protegge dalle insidie del male, che lo combatte, come nel caso delle persecuzioni al popolo ebraico.

Riconosciuto dalla religione cristiana come un guerriero, a capo delle schiere angeliche è diventato il simbolo della difesa della fede cristiana ed è fondamentale nella lotta contro il diavolo ed è proprio contro Satana, il suo episodio più conosciuto. Essendo a capo delle schiere angeliche, riceve il compito da Dio di scacciare il drago, ossia Lucifero, e gli angeli ribelli che si erano rivoltati a Dio. San Michele con un colpo di spada getterà gli angeli ribelli e Lucifero al centro della terra. Il colpo di spada fu quello che creò l’enigmatica Linea di San Michele, appunto.

La linea del drago

La linea del drago o Linea di San Michele (Ley Lines) parte dall’Irlanda e arriva fino in Israele, è una retta che congiunge idealmente sette monasteri consacrati all’arcangelo: Skelling Michael (Irlanda), St. Micheal’s Mount (Gran Bretagna), Mont Saint Michel (Francia), la Sacra di San Michele (Piemonte, Italia), Santuario di San Michele (Foggia, Italia), Monastero di San Michele (Grecia), Monastero di Monte Carmelo (Israele). Tali monasteri sono lontanissimi uno dall’altro, ma si trovano in perfetto allineamento, addirittura i monasteri della Francia, del Piemonte e del Gargano sono equidistanti l’uno dall’altro a una distanza di 1000 km.

Il punto di partenza è, dunque, l’Irlanda. Il monastero di Skelling Michael, costruito nel 588 d. C dai primi monaci cristiani, si trova al largo della costa Kerry nell’oceano Atlantico ed è fra più antichi di Europa. I resti fanno presumere che fosse composto da due oratori e un cimitero e, solo in un secondo momento, fu aggiunta la chiesa medievale.

Le tappe in Italia

L’Italia, invece, è l’unica ad avere nella Linea di San Michele due monasteri, uno in Piemonte e l’altro in Puglia. La Sacra di San Michele, in Val di Susa, è un imponente complesso architettonico, costruito intorno all’anno mille. Ebbe il suo maggior sviluppo dal XII al XV. Fu in questo periodo che l’abbazia fu ampliata e furono aggiunti diversi nuovi edifici, dandone pressoché la struttura che vediamo oggi. Rimasta abbandonata per circa due secoli Carlo Alberto di Savoia, desideroso di far risorgere l’antica abbazia, la concesse ad Antonio Rosmini, fondatore dell’ordine di carità dei rosminiani che la riportarono all’antico splendore e ne sono tutt’oggi i custodi.  L’abbazia è immersa nelle campagne piemontesi, con il suo fascino fu d’ispirazione a Umberto Eco per Il Nome della rosa.

Il Santuario di San Michele in Puglia si trova nel Gargano, a Monte Sant’Angelo (Foggia), fu uno dei principali centri di culto di San Michele. Già frequentato dal 490 d. C, anno in cui fece la sua prima apparizione San Michele, un primo santuario fu costruito nel 493 d. C nei pressi della grotta dove era avvenuta, tre anni prima, l’apparizione.

Si tratta indubbiamente di una linea che esercita ancora oggi una certa curiosità, sebbene la Chiesa Cattolica non abbia mai confermato la natura divina della linea sacra o ritenuta un dogma, continua a essere fra pellegrinaggi più noti ai fedeli.

 

 

 

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