Gli “Stradivari” dell’organo erano di Affile

Catarinozzi, tre generazioni di organisti

La dinastia dei Catarinozzi d’Affile, ebbe inizio con Giuseppe, nato nel 1628 e deceduto nel 1684, allievo di Bonifazi Ennio di Cerreto di Spoleto, un celebre costruttore d’organi di Roma, che lasciò a Giuseppe il suo laboratorio ed i suoi insegnamenti, oltre alla nomina a vita di “Custode dell’organo di Santa Maria in Aracoeli”.

Giuseppe Catarinozzi fu il costruttore dell’organo della Chiesa di Santa Maria in via Lata a Roma, realizzato quando aveva solo 34 anni; la sua progenie però non sarebbe stata da meno, il figlio Cesare avrebbe portato alto lo stendardo della famiglia successivamente.

Cesare (1660-1743),  seguì le orme del padre e divenne un famoso e geniale costruttore di organi musicali, tanto che nel tempo la sua fama lo fece paragonare a Stradivari, il costruttore di violini.

Cesare costruì alcuni dei più famosi organi dell’Italia centrale e meridionale, come ad esempio quello della Cattedrale di Santa Scolastica di Subiaco, l’organo monumentale dell’Abbazia di Montecassino nel 1697,  quello della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli, ma anche quello della Cattedrale di Anagni e l’organo maggiore della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma; inoltre egli inventò un tonometro, che fu per quasi due secoli un regolatore per tutti i fabbricanti di organo d’Europa.

L’ultima generazione di organisti si concluse con Giovanni Catarinozzi, costruttore dell’organo presente nella cappella della Cattedrale di Anagni, che formò molti allievi di altre famiglie note di Affile, come ad esempio gli Spadari ed i Gaetani, che portarono avanti la tradizione fino alla seconda metà dell’800.

La fama dei Catarinozzi in tale ambito fu tale, che alcune parti dell’organo presero il loro nome, come ad esempio il “Registro principale Catarinozzi”, inoltre si deve a loro l’invenzione del “tiratutti”, un meccanismo poi replicato da altri produttori, che permette con comodità all’organista di inserire o disinserire le file in una volta sola; ovviamente anche l’organo presente nella chiesa parrocchiale di Santa Felicita in Affile porta la loro firma.

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