Luigi Pietrobono un cittadino d’Alatri che si distinse

Storia e biografia del critico letterario di Dante e Pascoli

Luigi nacque nel 1863 ad Alatri, dal padre ebanista, tal Francesco Pietrobono e madre Filippa Merluzzi, poco sappiamo della sua infanzia, ma è noto che a 15 anni si iscrisse all’Ordine delle Scuole Pie degli Scolopi specializzandosi in studi classici e laureandosi in Lettere a 22 anni nel 1887, con una tesi dedicata alla “Teoria dell’amore in Dante”, che venne pubblicata un anno dopo; Dante fu la sua passione e “maledizione”, che lo tenne impegnato praticamente tutta la vita.

Gli venne immediatamente offerta, dopo la prima laurea, una cattedra per la letteratura italiana,latina e greca,di filosofia e religione, al prestigioso Collegio Nazareno di Roma; una seconda laurea venne conseguita appena due anni dopo, in Filosofia pubblicando il saggio de “il fondamento psichico della vita secondo Rosmini e Darwin”.

Nel 1897 viene nominato Preside del Collegio, mantenendo tale carica sino al 1938, anni in cui formò tra i suoi allievi il noto poeta Fausto Maria Martini, il quale appassionò alla poesia e din particolare a Giovanni Pascoli, che Luigi conobbe nell’estate del 1897, quando il grande poeta si recò al Nazareno come Commissario governativo per gli esami di licenza ginnasiale.

L’amicizia tra Pietrobono e Pascoli non si interruppe, diventando epistolare,difendendosi a vicenda dalle stroncature dei critici, consolandosi reciprocamente nei momenti di sconforto, fino al decesso del Pascoli avvenuto nel 1912; negli anni 1905/06, venne incaricato di dirigere il Collegio Conti-Gentili di Alatri, tornando per un breve periodo a lavorare nella sua città natale che porterà sempre nel cuore.

Il suo amore per Alatri lo spinse a dare impulso letterario e a coinvolgersi in prima persona, scendendo in piazza, esortando i giovani alatresi a correre in aiuto della patria dopo la disfatta di Caporetto, durante la Prima Guerra Mondiale, sfoggiando un grande spirito liberale e patriottico.

Un’altra grande amicizia la strinse con la Regina Margherita di Savoia, la quale intrattenne lungamente con la “Lectura Dantis”, che tuttora oggi si pratica nella Casa di Dante a Trastevere, a Roma

Dal 1926 al 1933 collaborò con Il Corriere della Sera, scrivendo articoli dedicati al mondo dell’educazione e dell’insegnamento scolastico, nel 1940 viene nominato Custode Generale del Savio Collegio dell’Accademia dell’Arcadia, di cui era già socio dal 1894 e per cui teneva dei corsi dal 1926, andando così a sostituire il filologo classico Nicola Festa; incarico che venne ratificato e mantenuto sino al 1953, dando così un grande contributo all’accademia e alla cultura italiana.

Pietrobono morì nel 1960, sfiorando per poco anche il traguardo di un secolo di vita, che fu senz’altro una vita lunga e piena di soddisfazioni, grazie alle sue capacità intellettive e al grande spirito emotivo che lo ha sempre guidato.

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