Tommaso Gismondi, il “Cellini” di Anagni

Si è spento 17 anni fa Tommaso Gismondi, celebre scultore anagnino, che visse la sua adolescenza tra Roma e Buenos Aires, per poi tornare alla sua terra natia alla fine degli anni ’50.

Fu soprannominato “lo scultore del Papa”, perché non uno, ma ben due Papi, commissionarono le sue opere, Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, come ad esempio le splendide porte dell’Archivio Segreto Vaticano e della Biblioteca Vaticana, così come dei bronzi all’interno della Basilica di San Pietro, la cattedra di Giovanni Paolo II  e la Via Crucis.

Moltissime le sue opere anche per i comuni, come il monumento dei fratelli Polidori a Castro dei Volci, oppure all’estero con il portale in bronzo per la chiesa di Saint Pierre de Montmartre a Parigi, ilportale di 34 mq a Santo Domingo della Cattedrale di Nuestra Senora de la Alta Gracia; inoltre fu bozzettista per monete e medaglie, sia per lo Stato Vaticano che per quello Italiano, con la realizzazione per esempio della medaglia commemorativa per il restauro dell’Ara Pacis.

Un grande artista, amato e che amava la sua città, tra i suoi progetti irrealizzati, il monumentale complesso che doveva sorgere in un’area destinata a parcheggio della piazzetta Innocenzo III, che sarebbe stata convertita in una rappresentazione della Via Crucis e l’Ultima Cena, inoltre un’opera denominata Fontana d’Europa.

Un sogno rimasto tuttavia tale, ma che non ha cancellato, comunque, il ricordo dell’artista e dell’uomo che Tommaso era, dal cuore degli anagnini.

Condividi