Un capolavoro architettonico dimenticato a Torino, Il Palazzo del Lavoro

Il Palazzo del Lavoro di Torino
Il Razionalismo di Pier Luigi Nervi in un palazzo per esposizioni

Il Palazzo del Lavoro, in origine Palazzo delle Nazioni, oggi noto come Palazzo Nervi, è un edificio ubicato nel quartiere Nizza Millefonti, alle porte sud della città di Torino. Fu progettato dall’ingegner Pier Luigi Nervi, con la collaborazione dell’architetto Giò Ponti e di Gino Covre, e completato nel 1961.

Palazzo Nervi

All’epoca della sua inaugurazione, è stato un notevole esempio di struttura espositiva per dimensioni e innovazione tecnologica. Nel 1961 fu celebrato a Torino il centenario dell’unità d’Italia. Si costruì un quartiere che fu chiamato Italia 61. Per ricordare il lavoro su cui è fondata la nostra Costituzione si decise di costruire un palazzo che lo celebrasse. L’ingegnere Pier Luigi Nervi, un razionalista già molto attivo nel periodo del ventennio, portò a compimento il progetto in brevissimo tempo, con l’utilizzo di 16 elementi modulari a base quadrata.

Palazzo del Lavoro in fiamme

Ogni elemento è sostenuto da un pilastro centrale che termina in alto con travi di acciaio a raggiera. Nervi interpreta il razionalismo a modo suo. Usa la struttura come decorazione con straordinaria purezza e bellezza del tratto. Il gioiello di Nervi oggi è di proprietà della Cassa depositi e prestiti, (attraverso la società Pentagramma) che intende eseguire delle opere propedeutiche al rilancio. Poi cercherà un acquirente.

Un’ immagine suggestiva del Palazzo del Lavoro (courtesy fotografia Paolo Monti)

L’auspicio è che si presenti un privato intenzionato a rimettere a nuovo l’edificio, che altrimenti resterebbe, ancora, un guscio vuoto. Sicuramente sul razionalismo di epoca fascista grava il pregiudizio politico. Anche su questo capolavoro di Pier Luigi Nervi vige la Damnatio memoriae, come su gran parte delle realizzazioni del razionalismo costruito in Italia.

Pilastri con travi di acciaio a raggiera

Il palazzo del lavoro, dopo alterne vicende, è caduto in uno stato di completo abbandono: Il 20 agosto 2015 ha subito l’ennesimo incendio doloso. All’interno vi sono rifiuti e cumuli di sterpaglie, ai piedi del rudere, delle vetrate rotte e delle porte cadenti.