Chi era John Brown?

John Brown è stato per molti una figura fondamentale per l’abolizionismo della schiavitù negli Stati Uniti. Non tutti però sono concordi. Chi lo considera un sincero abolizionista, chi invece un fanatico. Rimane dunque ancora oggi una figura storica assai dibattuta.

Oggi cercheremo di conoscerlo meglio.

Nasce l’8 maggio del 1800 a Torrington, nello stato del Connecticut. Figlio di Owen e Ruth Brown. Il padre era un fervente sostenitore dell’abolizionismo e si dedicò a insegnare al figlio i valori della libertà. All’età di 12 anni, John conobbe, per mezzo di suo padre, un bambino schiavo. Questo episodio lo turbò moltissimo, ma iniziò a comprendere la profonda differenza di vita che c’era fra la sua e quella di quel bambino.

All’età di sedici anni decise di lasciare la casa paterna, affrontando una vita irrequieta e poco stazionaria. Si dedicò  a vari mestieri come il conciatore, il venditore di bestiame o il mercante di lana. Sfoga la sua inquietudine, spostandosi di stato in stato e subendo il fascino delle frontiere. Passa così da Est a Ovest e da Ovest a Est. Cerca di avviare diverse attività imprenditoriali, ma con scarso successo. Sono numerose le testimonianze d’insolvenza presso i tribunali.

Spinto da un forte senso religioso, imparò a memoria la Bibbia e le Sacre Scritture. Iniziò a interessarsi alla causa dell’abolizionismo fino a che nel 1848 decise di raggiungere due dei suoi figli in Kansas e iniziò a frequentare gli ambienti liberali.

Le azioni per la causa abolizionista.

La maggior parte dei sostenitori dell’abolizionismo confidava in una rivolta pacifica contro la schiavitù e il Sud degli Stati Uniti. Brown invece era un accesso sostenitore della rivolta armata, poiché era la volontà di Dio quella di punire i proprietari degli schiavi e, quindi come tale, andava soddisfatta.

Nel 1856 J. Brown si trova nella città di Lawrence (Kansas) quando un gruppo di uomini sconosciuti uccise cinque schiavisti in risposta al saccheggio della città. Molti considerano questa la prima azione armata di Brown, sebbene lui non lo abbia mai confessato palesemente. Dopo il massacro degli schiavisti, una pattuglia lo trova e cerca di arrestarlo, ma Brown, minacciando il capo dei soldati che volevano arrestarlo, riesce a scappare.

Dopo tale episodio, il 30 agosto, circa trecento schiavisti cercarono di assaltare la città di Osawatomie (Kansas). Le squadre antischiaviste di Brown riuscirono a respingerli. Esaltato da tutto il Nord, Brown si trasferisce nelle montagne della Virginia per creare un rifugio per gli schiavi liberati, prende così avvio il progetto della “Ferrovia Sotterranea” ossia quel percorso fatto di luoghi sicuri utilizzati per far scappare gli schiavi verso gli stati liberi dalla schiavitù o verso il Canada. Inizia a raccogliere fondi e risorse per attuare il suo piano, cercando di creare una sorta di esercito di “antischiavisti”.

Nel 1859 compra una proprietà a Harper’s Ferry, considerata da Brown luogo ideale per iniziare a mettere in pratica la “Ferrovia Sotterranea”. Reclutati diversi uomini, decise di attaccare l’arsenale dell’esercito federale con lo scopo di scatenare una rivolta degli schiavi. Il tentativo fallì: le truppe dell’esercito sudista sedarono la rivolta, arrestando Brown e uccidendo suoi diversi uomini, tra cui due dei suoi figli.

Dopo un processo sommario, lo condannarono all’impiccagione il 2 dicembre del 1859, nonostante fossero pervenute numerose richieste di salvezza, tra cui una da Victor Hugo, il quale in una lettera aperta, pubblicata sui giornali, chiedeva l’assoluzione.

John Brown è entrato nella tradizione americana come padre dell’antischiavismo. Nel 1861 gli fu dedicata una canzone, divenuta poi inno ufficioso delle truppe nordiste. Di seguito la prima strofa:

John Brown giace nella tomba là nel pian
dopo una lunga lotta contro l’oppressor.
John Brown giace nella tomba là nel pian,
la sua anima vive ancor.

Glory, glory alleluia.
Glory, glory alleluia.
Glory, glory alleluia.
La sua anima vive ancor.

(traduzione dall’inglese)