Nat Turner, una rivolta mistica

La schiavitù negli Stati Uniti fu in uso fin dai tempi delle colonie britanniche. Dal continente africano, le persone erano prelevate con la forza per essere impiegate nel lavoro delle piantagioni.

Si trattava di una condizione disumana che rendeva lo schiavo proprietà del padrone. Essi non avevano diritti né privilegi, il loro unico scopo era quello di lavorare.

Non tutti sanno però che ci fu uomo che cercò di ribellarsi a tale indegna condizione. Il suo nome era Nathanial Turner.

Nathanial Turner, Nat, nacque schiavo nella contea di Southampton County (Virginia) il 2 ottobre del 1800 nella piantagione di Benjamin Turner. La nonna di Nat era una schiava proveniente dalla Costa Rica. La madre era nata nella piantagione, invece del padre non abbiamo notizie certe poiché lasciò Nat e la madre, scappando dalla proprietà.

Nat mostrò fin da bambino una precoce intelligenza che lo portò a imparare a leggere e scrivere da autodidatta. Si dedicò così allo studio della Bibbia. Riuscì a diventare alla sola età di 22 anni predicatore della sua piantagione, tanto che era sopranominato “Profeta”. Dedito a rafforzare il suo spirito religioso, cominciò ad avere visioni religiose e a credere che l’Onnipotente si rivolgesse personalmente a lui con segni e simboli per incoraggiarlo nella liberazione degli schiavi. L’indole mistica di Nat si rafforzò nel corso degli anni grazie al continuo studio delle Sacre Scritture e ai frequenti digiuni, fino al punto che intravedeva segnali per la liberazione in ogni azione quotidiana, come simboli nelle foglie o nelle spighe di grano.

L’eclissi di sole del febbraio del 1831 dette a Nat la convinzione che la ribellione doveva essere imminente.

La rivolta

Nonostante fosse destinata a fallire per la scarsità di mezzi e per un’inadeguata guida, iniziò la notte fra il 21 e il 22 agosto del 1831. Nat insieme ad alcuni schiavi della stessa piantagione si intrufolò a casa del suo padrone attuale, Travis, uccidendo lui e la sua famiglia a colpi d’ascia. Dopo ciò, si diressero verso altre piantagioni. Con lo stesso modus operandi uccisero in totale circa sessanta persone e liberarono circa cinquanta schiavi che si unirono alla loro rivolta.

La reazione dell’esercitò e dei proprietari terrieri non mancò. Dopo 48 ore, riuscirono a sedare la rivolta nel modo più cruento, impiccando la maggior parte dei rivoltosi. Nat però riuscì a scappare e trovò riparo nei boschi.

Lo catturarono il 20 ottobre del 1831 e lo condannarono a morte il 5 novembre.

Al suo corpo fu riservata una macabra e diversa sorte. Impilarono e esposero la sua testa nella pubblica piazza come avvertimento ad altri schiavi e smembrarono il suo corpo.

Conosciamo la storia del “visionario” Nat grazie al resoconto delle sue confessioni, raccolte da Thomas R. Gray, l’avvocato locale; sebbene non si tratti di una visione imparziale, rimane una fonte imprescindibile per conoscere meglio Nat e la sua storia.