San Francesco in Alatri

Questa splendida chiesa, con architettura esterna di tipo gotico-romanico, sorge immediatamente dopo una delle porte cittadine, a sud, lungo la omonima via San Francesco, tra la piazza di Santa Maria Maggiore e sempre l’omonima porta; essa è una delle chiese maggiori di Alatri, assieme al contiguo ex convento ed è stata sede dei frati francescani fin dalla prima metà del 1200, la fondazione infatti iniziò nel 1220 ed ebbe fine oltre cent’anni dopo nel 1330, soppiantando la vicina chiesa di San Benedetto come sede dell’ordine.

La facciata, come in tutte le chiese romaniche, è severa, modesta e l’unico ornamento concesso è il favoloso rosone a colonnine radiali, che riproduce nel centro lo stesso motivo presente nella Collegiata di Santa Maria Maggiore, ed è rimasto inalterato fin dalla sua costruzione.

L’interno si raggiunge dopo aver percorso un’ampia scalinata ed attraversato il portale bronzeo, sovrastato da un arco gotico e la lunetta con un affresco ormai perduto; la chiesa si compone in un’unica navata con presbiterio rialzato ed a differenza dell’esterno, come moltissime chiese italiane, presenta un’architettura barocca che deriva dalle ristrutturazioni del XVIII ° secolo, che hanno causato la scomparsa dell’aspetto originale e di molti affreschi medievali.

Fortunatamente, ad oggi ci sono comunque pervenuti degli affreschi parziali del XIV ° e del XV ° secolo, a ridosso del portale, sotto la cantoria di legno del ‘700, una Madonna con santi della scuola del Maestro di Alvito ed un San Giovanni Battista di ignoto autore; altri affreschi antichi, sono sulla parte destra e rappresentano, una Madonna con Bambino, un santo diacono e San Benedetto conservato solo a metà, inoltre sulla destra un San Giovanni Battista ed un affresco del seicento di scuola napoletana che raffigura la Deposizione.

La chiesa inoltre, conserva una importantissima reliquia: un mantello che sarebbe appartenuto a San Francesco, donato dal Santo nel 1222 ai confratelli dello scomparso monastero di Sant’Arcangelo; non ci sono fonti storiche certe, ma nel 2001 un restauro della reliquia dopo studi effettuati dall’Università di Chieti hanno determinato la datazione del mantello al XIII ° secolo, questo ha determinato lo spostamento dell’oggetto in una teca con atmosfera controllata, dall’urna del 1689, voluta dal Vescovo Ghirardelli, tutt’ora presente.

Il contiguo convento nato nel 1359, vide la sua fine nel 1873, dopo ben 5 secoli, venendo commutato in carcere, funzione che mantenne fino al 1968; oggi gli ambienti restaurati, sono sede espositiva, nota come “il Chiostro”, che ha l’onore tra l’altro, di ospitare la biennale di arte contemporanea.

Della struttura originale, all’interno di una intercapedine si è conservato un affresco scoperto solo nel 1997, che raffigura un labirinto circolare di tipo Chartres, al cui interno è raffigurato Cristo Pantocratore; l’affresco, noto come “Cristo nel Labirinto” è un’opera unica nel suo genere ed è stato datato tra il XIII ° e il XIV ° secolo.