L’Acropoli di Alatri, “il mistero della città dei giganti”

La spettacolare Acropoli di Alatri, è senz’altro uno dei monumenti a cielo aperto più importanti della Ciociaria (assieme alla Civita di Arpino e alle mura poligonali di Anagni), essa è posta nel cuore del centro storico sulla cima di una collina; le sue mura sono costituite da enormi blocchi polimorfi, che raggiungono anche la ragguardevole lunghezza di 3 metri e sono stati fatti combaciare tra loro senza l’uso di calce, semplicemente ad incastro.

Questo ha alimentato un po’ la leggenda, che le città “Erniche”, fossero state edificate da giganti con una forza sovrumana, i cosiddetti Ciclopi; in realtà, la Civita, come viene spesso chiamata, è opera del genio militare di uno dei popoli più ostici a Roma, che costruì questa città-fortezza su un perimetro di 2 km, in un’area trapezoidale di 19.000 mq.

Vi sono tre accessi conosciuti, la rampa e le due porte, Porta Maggiore e la Porta Minore o detta dei Falli, per la presenza di tre falli incisi come auspicio di fertilità; La Porta Maggiore si trova nella zona sud e si varca salendo dei gradoni di pietra, mentre quella Minore si trova a nord-ovest su una roccia affiorante nella zona più alta dell’Acropoli.

Nell’angolo sud è presente un bellissimo bassorilievo che raffigura un globo solare, figura che veniva adorata dagli Ernici, che erano chiamati “Popolo della Pietra” o “Popolo del Sole”; anche se, la fondazione Ernica è discussa nel mondo dell’archeologia:

Da una parte l’archeologo Francois Petit-Radel, vissuto a cavallo del XVII° e del XVIII° secolo, che decretò la fondazione della città prima della Seconda Colonia Pelasgica nel 1539 a.C., dall’altra chi colloca la fondazione nel VI° secolo a.C., oppure la teoria dell’archeologo Coarelli, che secondo i suoi studi ha posto la fondazione tra il III° e il IV° secolo a.C.

La conformazione del disegno perimetrale ha lasciato supporre che la costruzione fosse associata alla costellazione dei Gemelli visibile nel Solstizio d’Estate, ma è più probabile si tratti di un normale adattamento alla forma stessa del colle che ospita le mura.

Nel Medioevo, la funzione sacra dell’Acropoli era cessata da molto, fu sfruttata per la costruzione di un piccolo centro abitato, che venne raso al suolo nel 1326 per ordine del Rettore di Campagna Marittima, dopo avervi scacciato Francesco De Ceccano, che l’aveva occupato.

Oggi l’Acropoli funge da polmone verde cittadino, ospitando un giardino e la Concattredale di San Paolo Apostolo, Duomo di Alatri con il Vescovado; da essa è possibile ammirare un notevole panorama sulla valle sottostante.

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