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Il segreto della bellezza è nelle proporzioni
Per gli scienziati i canoni classici risultano tuttora alla base dei nostri giudizi estetici
Ultimo aggiornamento 15 gennaio 2010
Nell'antica Grecia il concetto di bellezza era quasi sempre associato a quelli di armonia e di proporzionalità. La Venere di Milo, il Discobolo di Mirone, persino la colossale statua di Zeus nel tempio di Olimpia furono scolpite in ossequio al principio dell'equilibrio delle forme. Nonostante il trascorrere dei secoli, ancor oggi gli studiosi dell'anatomia umana sono convinti che il segreto del fascino, in particolare di un volto femminile, sia da rintracciare proprio nel rispetto dei cosiddetti canoni classici.
La distanza degli occhi in orizzontale rispetto alle orecchie, ovvero quella in verticale rispetto alla bocca. Secondo un gruppo di ricercatori dell'Università di Toronto sarebbero questi i parametri attraverso i quali poter valutare, in termini quantitativi, il senso delle proporzioni nel viso di una persona, quindi la sua maggiore o minore attrattività nei riguardi di un possibile osservatore.

Nel corso di un esperimento, gli scienziati canadesi hanno sottoposto un campione di uomini alla visione di svariate immagini fotografiche di uno stesso soggetto femminile, al quale erano stati di volta in volta modificati i tratti somatici mediante ritocco digitale computerizzato. Invitati ad esprimere un giudizio in termini di bellezza estetica, la maggior parte di loro ha dichiarato di preferire il volto con le misure per così dire "nella media". Ossia con una distanza tra le pupille pari a quasi la metà (il 46%) di quella tra i due lobi delle orecchie, e con una distanza tra gli occhi e il labbro superiore di circa un terzo (il 36%) della lunghezza dell'intero volto, dall'attaccatura dei capelli alla punta del mento.

"Sappiamo già che taluni particolari, quali gli occhi grandi o le labbra carnose, possono rendere una figura femminile più attraente – ha dichiarato il professor Kang Lee – Il nostro studio comprova però che anche la struttura generale di un volto contribuisce alla nostra percezione della bellezza. Ciò, per altro, spiegherebbe come mai talvolta un semplice taglio di capelli, alterando le proporzioni, possa influire in positivo o in negativo sull'attrattività di una persona"
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La Redazione

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