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Scoperti cinque nuovi pianeti extrasolari
Di dimensioni notevoli, al loro interno presentano un ambiente del tutto inospitale
Ultimo aggiornamento 15 gennaio 2010
Cinque grandi pianeti extrasolari, simili per conformazione a Nettuno, per massa addirittura superiori a Giove. Queste le prime importanti scoperte annunciate dagli osservatori della NASA grazie all'utilizzo di Keplero, il telescopio spaziale lanciato in orbita lo scorso anno con l'obiettivo di monitorare in modo continuativo e simultaneo oltre 100.000 tra stelle e sistemi planetari nello spazio.
I cinque corpi celesti, denominati rispettivamente Kepler 4b, 5b, 6b, 7b e 8b, sono stati intercettati attraverso la misurazione della diminuzione di luminosità delle stelle ad essi vicine, cali dovuti al loro passaggio nel corso dei rispettivi movimenti di rivoluzione. Sempre basandosi sulla variazione di luminescenza degli astri, nonché sulla durata dei movimenti lungo le singole orbite (a seconda dei casi compresa tra i 3.3 e i 4.9 giorni), gli astrofisici hanno stimato la temperatura media superficiale dei pianeti attorno ai 1.400 °C. Un valore oltremodo elevato, tale da rendere impossibile la presenza di qualsivoglia forma di vita.

"Per noi è molto gratificante vedere i primi risultati concreti del lavoro svolto con Keplero – ha dichiarato Jon Morse, direttore della Divisione di Astrofisica presso il quartier generale della NASA a Washington – All'inizio era logico attendersi l'individuazione di pianeti grandi come Giove e con orbite ridotte. Ma è solo una questione di tempo. Entro breve termine sarà possibile scoprire anche pianeti più piccoli, simili per orbita, dimensioni e struttura alla Terra".

Lanciato dalla stazione di Cape Canaveral, in Florida, il 6 marzo del 2009, il satellite artificiale Keplero presenta al suo interno un telescopio con un sistema di lenti del diametro approssimativo di 1.7 metri. Dotato di un sensore estremamente potente, tale strumento consente di ottenere delle immagini a colori con una risoluzione massima di 95 milioni di pixel, evitando ogni possibile disturbo di natura ottica derivante dal campo dell'atmosfera terrestre
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Dario Massara

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